Come supportare il cavallo durante i mesi di gestazione

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Sebbene il macchinario ecografico e la palpazione manuale riescano a individuare lo stato di gravidanza già nel 15° giorno dall’ovulazione, il momento clou per l’allevatore corrisponde all’esame del 30° giorno. È in questa fase che la gravidanza appare più stabile con l’aumento delle dimensioni dell’embrione e il rilevamento del battito cardiaco.

Durante il controllo del 40° giorno le coppe endometriali si sono costituite e l’allevatore si sente più sereno perché ormai vi è un solido legame tra placenta e utero e un minor rischio per la fattrice.

Nel 60° giorno si potrà anche individuare con certezza, grazie alle apparecchiature di ultima generazione e l’esperienza del veterinario, il sesso del nascituro.

È interessante notare come nelle prime fasi di gravidanza sino ai 6 mesi non sia possibile notare a occhio nudo lo stato gravidico della cavalla: l’addome appare della conformazione usuale.

Solo all’8° mese, con l’abbassamento dell’utero per lo sviluppo delle dimensioni del feto, l’addome sarà gonfio e tipicamente gravidico.

Il momento del parto è molto intimo, avviene non a caso spessissimo di notte e in modo naturale. Nelle 8 ore successive è importantissimo per la salute del puledro che beva il colostro della madre (siero ricco di anticorpi).

L’alimentazione della fattrice

Il controllo quotidiano della alimentazione della fattrice è un punto cardine durante le fasi della gravidanza.

Almeno due volte al giorno bisognerebbe verificare se è stato ingerito tutto il cibo somministrato.

Le tabelle alimentari della fattrice cambiano a seconda della stagione in cui si trova: al fabbisogno di mantenimento solito si dovrà sommare anche quello connesso alla gestazione e in seguito alla lattazione.

Considerando che in 1 Kg di latte sono presenti in media 12 g di grassi e 18 g di proteine (circa 480 Kcal), va da sé che vi sia un’impennata dei fabbisogni da integrare con 2 – 3 Kg di mangime secco al dì (circa il 25% in più del consueto).

La produzione del latte nei primi 6 mesi di gestazione del puledro infatti richiede un oculato apporto proteico, un aumento degli aminoacidi connessi alla sintesi proteica e i minerali come P, Ca, Na, Mg.

L’alimentazione della fattrice in questa fase dovrà essere controllata e integrata di vitamine per la rigenerazione cellulare e del 30% dell’acqua ingerita di consueto.

Spesso i mangimi utilizzati per l’alimentazione della fattrice vengono ingeriti anche dal puledro nella prima fase di svezzamento. È importante quindi che siano di qualità eccelsa, bilanciati e digeribili.

Occorre mettere a disposizione delle fattrici in allattamento e dei puledri in pre-svezzamento un mangime ricco e nutriente adeguatamente integrato con proteine, aminoacidi e minerali. Consigliamo, in questo delicato momento della crescita di una nuova vita, di farsi supportare dai nutrizionisti specializzati con un regolare check-up.