Le necessità alimentari della fattrice durante la gravidanza

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La fattrice ha bisogno di un’adeguata assistenza per la lunga durata della gravidanza anche perché è di circa due mesi in più rispetto alla maggior parte dei mammiferi della stessa stazza.

I motivi di una gestazione così lunga risiedono nel fatto che il puledro in libertà doveva essere rapidamente in grado di alzarsi per seguire il branco e correre lontano dai predatori.

In questo periodo l’allevatore dovrà fornire mangimi connessi ai fabbisogni nutrizionali sia della fattrice che del puledro e monitorare col veterinario lo splendido momento di gestazione di una nuova vita.

La fisiologia della gravidanza e i segnali del parto

Per fornire un’adeguata assistenza alla fattrice durante questa fase è importante conoscere in tutte le sue tappe la fisiologia della sua gravidanza.

  • Tra il 15° e il 30° giorno, grazie alle attuali tecnologie, il veterinario può confermare già che l’embrione ha attecchito e si sta evolvendo: è visibile un principio di cordone ombelicale e si può ascoltare il battito.

 

  • Intorno al 53° giorno nell’ecografia si scorge la sagoma del puledro che inizia ad aumentare di peso.

 

  • Al 5° mese il puledro pesa circa 1 kg, le sue zampe sono ben definite e il flusso ombelicale si intensifica.

 

  • A metà della durata della gravidanza, intorno al 6° mese, il feto misura ormai circa 5 kg e il cervello e le palpebre sono quasi del tutto formati.

 

Nella fisiologia della gravidanza equina intorno al 250° giorno la fattrice inizia ad apparire spossata perché comincia a prendere un peso più consistente. Se per tutta la durata della gravidanza la fattrice si è comportata normalmente nella stalla, e quasi non si vedeva il ventre gonfio, in questi giorni si muove lenta e il suo apparato mammario inizia a gonfiarsi e produrre il primo accenno di colostro.

Nella fisiologia della gravidanza equina già dal 310° giorno è possibile sgravarsi senza complicazioni. È interessante notare che le fattrici partoriscano quasi sempre i puledri in primavera per garantire loro la disponibilità dell’erba fresca e che lo facciano di notte per escludere pericoli esterni e predatori.

I fabbisogni nutrizionali post parto

Alla nascita il puledro nella media pesa circa 15-18 kg ovvero tra il 7 e l’11 % del peso della madre. I fabbisogni nutrizionali del puledro variano a seconda delle fasi di crescita. Immediatamente dopo il parto un istinto vitale spinge il puledro ad alzarsi entro due ore per ingurgitare il colostro che contiene importanti molecole dette immunoglobuline. In questo modo egli si preserva da infezioni e si fortifica. Per la fattrice è un’esigenza impellente allattarlo si per proteggere il piccolo dalla debolezza che per liberarsi dalla pressione del primo latte.

 

Nei mesi successivi il puledro se libero di brucare sui prati lo farà naturalmente integrando le carenze del latte materno, se in allevamento gli occorrerà un’adeguata assistenza del fattore per accompagnarlo nello svezzamento nel giusto modo evitando carenze.

Le necessità alimentari del puledro e della fattrice oggi trovano risposta nella produzione sempre maggiore di mangimi altamente digeribili e ricchi di tutti i nutrienti essenziali adatti proprio per la fase. Si consigliano pastoni composti di avena, orzo e mais in fiocchi ricchi di proteine, amminoacidi, sali e vitamine.

 

Le necessità alimentari del puledro divengono quelle di un cavallo adulto intorno al 12° mese di vita, prima di allora si sconsiglia anche di cavalcarlo perché non è ancora resistente agli urti sulla schiena e le natiche.

In questa fase, grazie ad una adeguata assistenza del nutrizionista, potrà introdurre accanto ai fioccati di cereali con cui si è svezzato anche i mangimi pellettati con alimenti scelti, verdure, frutta e i rulli di sale.

Per rispondere alle esigenze alimentari di fattrice e puledro è rilevante sempre controllare se questi mangiano con appetito e regolarità: se rinunciano al cibo potrebbero esservi problemi di digestione o masticazione.